Linee guida INAIL sulla contaminazione microbiologica negli ambienti lavorativi

Gli studi e le attività sperimentali condotte dalla Consulenza Tecnica Accertamenti Rischi e Prevenzione (CONTARP) dell’INAIL, hanno permesso la realizzazione di un volume, pubblicato a maggio 2017, che raccoglie lo stato dell’arte sulla tematica “Contaminazione microbiologica delle superfici negli ambienti di lavoro”. Il volume è stato redatto anche grazie al contributo del Laboratorio di Prevenzione dell’Agenzia della Tutela della Salute (ATS) della Brianza e del Laboratorio di Igiene e Virologia Ambientale del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa.

Il lavoro ha previsto lo sviluppo di criteri e indicazioni operative per la valutazione dello stato igienico e del rischio biologico da contatto.
Il documento è suddiviso in diverse sezioni: aspetti normativi, risultati di studi epidemiologici, metodologie e tecniche di indagine, valori di riferimento, interventi di sanificazione.

Il tema centrale riguarda la valutazione del rischio di esposizione dei lavoratori ad agenti biologici, un esame che il datore di lavoro deve effettuare obbligatoriamente e periodicamente attraverso indagini ambientali che valutino l’esposizione per via inalatoria o per contatto.

Il d.lgs. 81/2008 e s.m.i. impongono al datore di lavoro di sottoporre a regolare pulizia luoghi di lavoro, impianti e dispositivi, per assicurare condizioni igieniche adeguate (art. 64), si impone altresì a quest’ultimo di adottare tutte le misure necessarie per la prevenzione e la protezione dal rischio, e di verificare la presenza di agenti biologici sul luogo di lavoro al di fuori del contenimento fisico primario, se necessario e tecnicamente realizzabile.

Nel documento viene passata in rassegna la letteratura sul tema, ed emerge chiaramente quanto il problema della contaminazione delle superfici in ambienti lavorativi e non, sia percepito e confermato dai risultati dei monitoraggi microbiologici effettuati e come le misure da attuare per la prevenzione e il controllo debbano prevedere periodici monitoraggi microbiologici ambientali, disinfettanti idonei, la valutazione dell’efficacia degli interventi di pulizia e della disinfezione realizzata sulle superfici.  Ad esempio, in una delle ricerche prese in considerazione e relativa agli ambienti indoor (Reynolds et al., 2005), è stata valutata la carica batterica totale in circa 200 campioni prelevati da superfici di negozi, asili nido, uffici, palestre, ristoranti e attrezzature da gioco per bambini, ecc. Il 93% dei campioni è risultato contaminato, in alcuni casi con concentrazioni batteriche molto alte (fino a 2* 106 UFC/10 cm2).

Il controllo ambientale dei livelli di contaminazione microbiologica risulta indispensabile per valutare le concentrazioni dei microrganismi patogeni presenti e per capire se le misure adottate per il contenimento del rischio siano efficaci.

Nel volume principalmente viene preso in considerazione il controllo dello stato igienico dei primari veicoli di contaminazione microbiologica, con i quali i lavoratori entrano in contatto nello svolgimento delle loro attività: l’aria e le superfici.  In particolare, viene focalizzata quindi l’attenzione sulla misura delle concentrazioni batteriche e fungine totali e sul rilevamento di indicatori microbici specifici e di patogeni, correlati allo svolgimento dell’attività di lavoro in esame.

Il monitoraggio della contaminazione microbiologica aerodispersa e depositata sulle superfici è indispensabile per valutare la salubrità ambientale. L’aria e le superfici di attrezzature rappresentano possibili veicoli di contaminazione microbiologica e potenziali fonti di trasmissione di agenti infettivi. In caso invece di attività con esposizione potenziale o accidentale ad agenti biologici, è utile conoscere tutte le caratteristiche dell’eventuale fenomeno, tra cui i livelli e la tipologia di contaminanti presenti, consentendo così di intervenire velocemente con le misure adatte per la prevenzione o il contenimento.

Nel capitolo 4, intitolato “Panoramica sulle principali tecniche di campionamento e analisi”, si esaminano le principali tecniche utilizzabili in funzione delle caratteristiche dell’ambiente, delle superfici da esaminare, degli obiettivi del monitoraggio: piastre sterili a contatto, tamponi sterili, ATP bioluminescenza, metodo sponge-bag.

Nella parte finale del testo si indicano i valori di riferimento relativi alla contaminazione microbiologica delle superfici, le metodologie di sanificazione e di disinfezione, ed il controllo della contaminazione microbiologica di superfici nelle esperienze del Laboratorio di Prevenzione dell’ATS della Brianza.

Dal documento si evince l’importanza di un controllo costante degli ambienti lavorativi per valutare il rischio di possibili contaminazioni.

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Per approfondimento sull’argomento si rimanda alla lettura integrale del documento “La contaminazione microbiologica delle superfici negli ambienti lavorativi

 

Fonte:INAIL

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