Servizio di prevenzione e controllo della legionella nell’acqua sanitaria

“Le Linee Guida per la prevenzione ed il controllo della Legionellosi” approvate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano il 7/5/2015 (79/CSR), aggregano in un unico testo, aggiornandole e sostituendole integralmente, tutte le indicazioni riportate nelle precedenti linee guida e normative nazionali.

La famiglia delle Legionellaceae è formata da un unico genere: Legionella spp. Il numero delle specie e dei sierogruppi continua a crescere e ad oggi sono note 50 specie per un totale di oltre 70 sierogruppi. Meno della metà di queste è stata associata ad infezioni umane. Tra tutte le specie conosciute la più importante è Legionella pneumophila, dominante nella patologia umana, la quale da sola è responsabile del 90 % dei casi di polmonite diagnosticati (tra questi il 79% dei casi di malattia è causato da L. pneumophila sierogruppo 1). La legionellosi viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente Legionella, oppure di particelle derivate per essiccamento.

Le goccioline si possono formare sia spruzzando l’acqua che facendo gorgogliare aria in essa, o per impatto su superfici solide. La pericolosità di queste particelle di acqua è inversamente proporzionale alla loro dimensione. Gocce di diametro inferiore a 5μ arrivano più facilmente alle basse vie respiratorie.

Sono stati inoltre segnalati in letteratura casi di legionellosi acquisita attraverso ferita (Brabender et al., 1983; Lowry et al., 1991; Lowry and Tompkins, 1993). Non è mai stata dimostrata la trasmissione interumana della malattia.

La G-ECO offre i seguenti servizi: Monitoraggio analitico

Un monitoraggio che secondo le nuove L.G. deve essere effettuato prima che venga attuato un qualunque intervento di disinfezione o pratica preventiva (pulizia e/o disinfezione con qualunque metodo) oppure a distanza di un tempo congruo dalla sua esecuzione (rif. dopo circa 48 ore dall’avvenuta messa a regime dell’impianto post intervento). Per mezzo di tecnici specializzati ed un laboratorio di analisi accreditato ACCREDIA (Sistema Nazionale Accreditamento dei Laboratori di Prova), l’Ente certifica che il laboratorio opera in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025.

Redazione del Documento di Valutazione del Rischio

La Valutazione Del Rischio è un’indagine che individua le specificità della struttura e degli impianti in essa esercitati, per le quali si possono realizzare condizioni che collegano la presenza effettiva o potenziale di Legionella negli impianti alla possibilità di contrarre l’infezione. Per un’efficace prevenzione da rischio Legionella la nuova L.G. obbliga il gestore della struttura ad effettuare con periodicità (biennale, preferibilmente annuale) la valutazione del rischio legionellosi, ovvero del rischio che nella struttura possano verificarsi uno o più casi di malattia.

Una corretta valutazione del rischio deve partire da un’ispezione degli impianti a rischio, supportata, qualora disponibili, dagli schemi d’impianto aggiornati.

Tale analisi ispettiva deve essere finalizzata ad individuare i punti critici di ciascun impianto a rischio, in considerazione delle condizioni di esercizio e manutenzione che lo caratterizzano.

Condizionamento chimico circuiti idrici sanitari

Il trattamento chimico delle acque risulta necessario al fine di prevenire fenomeni di incrostazione, corrosione, proliferazione batterica e quant’altro possa comportare problemi sugli impianti a contatto con le acque. Oltre che, per permettere di preservare l’integrità degli impianti, questo trattamento risulta utile per limitare e prevenire fenomeni di proliferazione batterica; tra i tanti microrganismi che troverebbero nei circuiti idrici sanitari un ambiente favorevole per la crescita e sviluppo ricordiamo la Legionella spp, nota per la sua pericolosità nei confronti dell’uomo.

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